Evento di presentazione del progetto Bio.Gran.Sannio

Evento di presentazione del progetto Bio.Gran.Sannio

Martedì 26 luglio alle 17,30 presso la sede Provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori di Benevento, si terrà l’evento di presentazione del progetto Bio.Gran.Sannio.

Il Progetto: Biodiversità e Agricoltura Sostenibile di precisione nel Sannio – finanziato dal PSR Regione Campania, Misura 16.1 azione 2 a sostegno di progetti operativi di Innovazione – nasce allo scopo di salvaguardare la biodiversità cerealicola del territorio, mediante processi produttivi sostenibili di precisione e la produzione di semole e farine con importanti proprietà nutrizionali e nutraceutiche.

La provincia di Benevento registra circa 60.000 ettari a seminativo, di cui circa 36.000 (dati Istat 2010) coltivati a frumento e mais da granella. Tra i territori maggiormente vocati della provincia: il Fortore Beneventano, l’Alto Tammaro e parte del Titerno. La crescente domanda di prodotti tradizionali e salubri e la necessità di preservare la diversità genetica sono tra le principali ragioni della rinnovata attenzione verso le specie e varietà storiche di cereali dell’Appennino Sannita. Le varietà di frumento e mais considerate dal progetto, favoriscono l’adozione di modelli colturali a basso o nullo impatto, da cui scaturisce il miglioramento delle condizioni ambientali e la maggiore salubrità e sicurezza alimentare delle produzioni.

“Il progetto Bio.Gran.Sannio – spiega Pasquale Vito docente di Genetica presso l’Università degli Studi del Sannio nonché Responsabile Scientifico del Progettofonda le sue potenzialità sui genotipi che rappresentano la storia e la specificità cerealicola dell’areale produttivo sannita. Produzioni più rispondenti alle esigenze del consumatore e che consentono agli imprenditori agricoli di uscire dalle maglie di un mercato insostenibile e non più remunerativo.

Il gruppo operativo di Bio.Gran.Sannio – di cui il soggetto capofila è l’ente Agricoltura è Vita Campania – è composto da  ben sedici aziende del settore cerealicolo: Azienda Agostinelli Liana, Azienda Albanese Lucia, Azienda Tufo Alessandro, Azienda Manzo Paola, Azienda Roberti Leonardo, Azienda D’Imperio Rina, Azienda Mobilia Erica, Azienda Micco Antonio, Azienda Martino Bernardino Gerardo, Azienda Le Camerelle s.a.s., Società Agricola Semplice La Rufesa, Società Agricola Semplice La Zolfatara, Società Cooperativa Agricola Lentamente, Azienda Tedesco Anna Maria, Molino Pilla srl e Associazione Il Presepe nel Presepe. Questi ultimi tre, sono partner di trasformazione in quanto provvisti di impianti di molitura.

I partner di Ricerca sono l’Università del Sannio con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie; Genus Biotech – spin off dell’Università – che partecipa con l’esperienza maturata nel campo della genetica, nella ricerca industriale, sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici con le competenze del personale del Dipartimento di Ispezione degli Alimenti, Unità Operativa “Frodi Alimentari e Tipizzazione Molecolare Matrici Alimentari”.

Gli imprenditori agricoli partecipano con competenza e interesse all’innovazione del progetto, all’introduzione di modelli di cerealicoltura di precisione e diffusione di tecniche innovative come la semina verticall tillage su semisodo. Obiettivo comune è creare una filiera a forte legame territoriale che limiti i rischi alimentari da metaboliti microbici pericolosi per la salute umana.

All’incontro interverranno:

Carmine Fusco – Presidente CIA Benevento

Alessandro Mastrocinque – Presidente Agricoltura è Vita Campania, Capofila del Progetto

Pasquale Vito – Responsabile Scientifico del Progetto

Nicola Fontana – Funzionario Regione Campania – Assessorato all’Agricoltura

Nicola Ciarleglio – Componente Comitato di Sorveglianza PSR Campania 2014-2020

“Ci auguriamo – dice Alessandro Mastrocinque, Presidente di Agricoltura è Vita Campania, capofila del progetto – che questa attività possa fare da ‘apripista’ per le aziende del territorio, e possa contribuire allo sviluppo di un nuovo modello cerealicolo, reintroducendo cereali ad alto grado di biodiversità al fine di migliorare le condizioni di reddito delle tante aziende del comparto”.

 

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